Swisscopyright riunisce gli attori coinvolti nella gestione collettiva dei diritti di proprietà intellettuale ai sensi della Legge sul diritto d’autore (LDA). Sotto la guida di ProLitteris, Swisscopyright ha analizzato il progetto sottoposto a consultazione del 24 maggio 2023 (Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti connessi – Diritto di protezione delle prestazioni per le pubblicazioni giornalistiche).
Il progetto preliminare costituisce una buona base e fissa obiettivi realistici. I parametri di riferimento dei compensi dovranno essere definiti, dopo l’entrata in vigore della legge, nell’ambito di una procedura tariffaria. L’ammontare dei compensi dipenderà da tali future trattative e dai dati disponibili; al momento non è possibile prevederlo.
La modifica della legge sul diritto d’autore prevede una compensazione del valore aggiunto generato su Internet. All’apertura della consultazione, il Consiglio federale ha sottolineato che i servizi Internet traggono grande beneficio dalle prestazioni dei media giornalistici. Il progetto preliminare del Consiglio federale si allinea alla situazione internazionale: nel 2019 l’Unione europea aveva emanato una direttiva che conferisce alle imprese mediatiche degli Stati membri dell’UE diritti nei confronti dei servizi Internet. Attualmente, la maggior parte degli Stati membri dell’UE sta attuando tale direttiva.
Swisscopyright accoglie con favore il fatto che in Svizzera il diritto al compenso sia affidato alle società di gestione collettiva e che a tal fine venga applicata la gestione collettiva obbligatoria. La gestione collettiva obbligatoria garantisce la certezza del diritto e ha dato prova di efficacia nella pratica. In questo modello vengono versati compensi, ad esempio, per la ritrasmissione di programmi radiofonici e televisivi, l’importazione di supporti di memorizzazione e la copia nelle scuole. La procedura tariffaria è disciplinata dalla legge. Essa prevede l’approvazione delle tariffe da parte delle autorità (Commissione arbitrale federale, ESchK) e una vigilanza sulla gestione (Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, IPI). Le società di gestione collettiva negoziano regolarmente con le associazioni degli utenti interessati – in questo caso si tratterà, ad esempio, dei gestori dei motori di ricerca. Come società di gestione collettiva responsabile viene designata di volta in volta quella maggiormente interessata. Nel caso in esame si tratta di ProLitteris, che riunisce al proprio interno gli aventi diritto ai diritti principali interessati dal diritto al compenso: le imprese dei media e gli operatori del settore.
Le società di gestione collettiva hanno analizzato in particolare l’attuazione del diritto al compenso. Il progetto preliminare dovrebbe essere ottimizzato come segue:
Art. 37a cpv. 1 lett. a LDA: Se, oltre alla messa a disposizione, venisse menzionata anche la riproduzione («…riprodurre pubblicazioni giornalistiche o renderle accessibili in tal modo…»), potrebbero rientrare nell’ambito di applicazione anche i motori di ricerca che presentano i propri risultati di ricerca come contenuti generati dall’intelligenza artificiale, a condizione che vi sia una riproduzione preliminare, ad esempio come input nell’addestramento o nella presentazione del motore di ricerca. Per il resto, le società di gestione collettiva ritengono che il progetto non debba essere esteso ai sistemi di IA.
Art. 37a cpv. 3 LDA: Anche il diritto delle case editrici dovrebbe essere dichiarato inalienabile («Il diritto al compenso è inalienabile e può essere esercitato solo…»), proprio come il diritto alla partecipazione delle autrici e degli autori. Inoltre, le società di gestione collettiva ritengono che il diritto alla partecipazione ai sensi dell’art. 37c LDA spetti a tutti i titolari di diritti interessati che abbiano contribuito a pubblicazioni giornalistiche, ovvero anche, ad esempio, agli autori di opere preesistenti e ai titolari di diritti connessi.
Swisscopyright raccomanda di rinunciare a una disposizione speciale relativa alla copertura dei contenuti generati dagli utenti, ad esempio quelli presenti sui social media. Sebbene i social media e i loro utenti rendano regolarmente accessibili anche contenuti di terzi, una disposizione speciale in tal senso non è necessaria in questa modifica di legge.
La presa di posizione delle società di gestione collettiva in merito alla consultazione sarà disponibile a partire dal 15 agosto 2023 sul sito web https://www.swisscopyright.ch. La consultazione resterà aperta fino al 15 settembre 2023.
Qui trovate il comunicato stampa.